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SALE BINGO: IL CASINO DEI POVERI?

L'onorevole Gasparri avrebbe detto che le sale bingo sono i "casinò dei poveri".

Al di là del fatto che l'espressione può suonare infelice nei confronti di chi ha investito entuasiasmo ed energia nell'apertura di una sala, c'è comunque da chiedersi se vi sia qualcosa di vero o meno.

La prima domanda da porsi è se una sala bingo sia un piccolo casinò. E qua la risposta è negativa.
E vi sono diverse ragioni. Innanzi tutto l'eleganza di un casinò e il suo charme non sono sicuramente riscontrabili in una sala bingo.
L'eleganza non sta solo nell'arredamento (una sala bingo può avere giochi di luce, specchi, colonne decorate, moquette e maniglie d'oro) ma anche nel clima che vi si respira. E già il fatto di interrompere il gioco gridando "bingo" e "cinquina" toglie gran parte di quella finezza che dovremmo attenderci da un mini casinò.
E' un po' come se in un casinò chi gioca un numero in pieno dovesse urlare "En-pleeeeeein!!!" non appena il numero esce... Durante la vendita delle cartelle c'è la musica e la gente parlotta fra loro e anche questo porta acqua al mio mulino.

Altra ragione è da ricercarsi nel gioco in se stesso che è uguale alla tombola, identico direi. E la tombola, specialmente per noi italiani (per non dire per i napoletani...) è sinonimo di tradizione, di famiglia, non certo di casinò. Ne consegue che il giocatore è portato ad utilizzare, talvolta a voce alta, espressioni del tipo "tiralo" o "mescola" (in toscana diciamo "rumali!"); e il gioco non rappresenta per lui una novità.

Un contributo maggiore lo si poteva ottenere se si fosse sposata la formula del bingo internazionale (tanto per intendersi quello con la cartella 5x5 e la casella centrale "free" dove la vincita si consegue "componendo" figure che possono cambiare di partita in partita) sicuramente più avvincente del nostro e innegabilmente più "nuovo".

Altra caratteristica che lo distingue dal casinò è la "sclassificazione" del giocatore. In un casinò ci sono i tavoli da 5 euro e quelli dove puoi giocarne migliaia.
In una sala bingo se si sta giocando con le cartelle da 1.50 € tutti devono necessariamente adeguarsi: ci sarà chi gioca con una sola cartella, chi ne prende 2 o 3 serie (cioè 12 o 18 cartelle) ma ciò creerà molta poca "classificazione" all'interno dei giocatori.
Con un esempio pratico è tutto più semplice. Se in un casinò voglio giocare 100 € sul rosso, sulla terzina del 4 o sul 13 pieno, posso farlo tranquillamente. Se in una sala bingo stanno vendendo 100 cartelle (da 1,50 €), il bingo è 72 €; voglio comprare 100 € di cartelle: ne compro 66 (mi avanza 1 euro per il caffé), adesso il bingo è 120 € scarsi. Mi conviene spendere 100 per poter vincere 120 con probabilità che non arriva al 40%?

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Non ultima, la continua negazione delle slot machines alle sale bingo contribuisce a farle allontanare sempre più dai casino (al momento della stesura del pezzo alle sale bingo non era concesso possedere le slot, n.d.r.).

Più difficile, forse, ma meno laboriosa è la risposta alla seconda questione "dei poveri?". In un certo senso sì nel senso che un paio d'ore in una sala bingo prevedono un esborso di 30-40 euro. Se si investe la stessa cifra in un casino, anche a giocare 1 € a boules non ci stiamo certo 2 ore!
Ma è anche vero che quando vai in una sala bingo è molto difficile rimanere al tavolo senza giocare mentre intorno ad una roulette è piacevole osservare i giocatori: la signora anziana che ha stretto amicizia con un giovane dal quale si fa consigliare i numeri ove gettare la sorte; l'espressione di quell'uomo che ha giocato per 10 volte di fila il 24, poi lo abbandona e immancabilmente esce...; la gioia di una coppia di fidanzati - novizi dell'ambiente - che ha messo 5 € sul manque ed è uscito il 16...

Ma poi i giochi da casino sono caratterizzati da un "prelievo" (lo metto fra virgolette perché trattasi di "prelievo" teorico non effettivo) piuttosto basso mentre invece il bingo viaggia su un prelievo (reale stavolta) del 42%. Ma se aggiungiamo il 4% destinato al fondo superpremi e l'irrisorio 6% della cinquina, il prelievo percepito (visto che va di moda parlare di dati rilevati e dati percepiti) è addirittura superiore al 50%!

"Casinò dei poveri" forse era quello che si era previsto di realizzare; in realtà, l'essere "dei poveri" è una forzatura, l'essere un casinò mi sembra del tutto fuori luogo.

Il bingo ha un suo fascino, certo, ma diverso da quello di una casa da gioco.

Lo staff di Giocomio

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